Marianna Terracciano

21 dicembre 2016

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Le leggende del Natale come tema del WeddingDay

Buongiorno e….buon Antivigilia2016, Spose! La magia del Natale vi ha conquistate? Noi siamo pervasi dalla dolcezza e stiamo preparando il Wedding Inspiration Day 2k17, ricco di novità e di bellezza, ma oggi – non ce ne vorranno le Spose della bella stagione – parliamo delle spose che hanno scelto il Christmas Shining per caratterizzare il loro WeddingDay.

Il WeddingDay di Natale può essere argento e bianco, magari in versione minimal, per ricordare la neve e il ghiaccio, oppure country, con il classico calore delle feste, pieno di rosso, pigne, legno e dettagli burlap, oppure può essere davvero shining pieno di oro e dettagli preziosi.

In ogni caso, qualunque sia lo stile, un tema affascinante può senz’altro essere il tema delle dolcissime leggende di Natale. Potete dare il nome delle leggende ai vostri tavoli. Durante questa settimana, i nostri post, ne sveleranno qualcuno, ma ora vediamo le più famose e le più dolci…

Partiamo dai nostri amici animali. Si dice che, allo scoccare della mezzanotte tra il 24 e il 25 dicembre, gli animali – in special modo gli animali nelle fattorie – acquistino il meraviglioso ed inusuale dono della parola!

La Stella di Natale, la famosa “Stella di Natale“, che da secoli si lega agli allestimenti tipici del Natale, sarebbe nata dal regalo ad un bimbo. La leggenda dice che il 25 dicembre di un anno dimenticato, un bimbo povero entrò in una chiesa per offrire il suo dono a Gesù nel giorno della sua nascita. Vergognoso per il suo mazzo di frasche, il bambino perse una lacrima fra quei ramoscelli, che per miracolo trasformarono le frasche nel fiore di Natale.

C’è Rudolph , la renna con il naso rosso la cui leggenda ha radici relativamente giovani. Una leggenda moderna nata negli USA è quella della nona renna, inventata dalla Montgomery Ward, una grande catena di magazzini americani, nel 1939 quando la direzione decise di donare ai propri clienti una nuova favola per Natale. Nacque così Rudolph, la renna “dal grosso naso rosso”, una specie di brutto anatroccolo, salvato dall’emarginazione da Babbo Natale che fece del suo difetto fisico, faro nella nebbia.

Il Presepe. Il primo vero presepe della storia fu creato nella chiesa di Santa Maria Maggiore, a Roma. Questa usanza divenne popolare. Ogni chiesa creava il suo presepe particolare ed unico. Invece, dobbiamo il “nostro” presepe attuale a San Francesco d’Assisi, che nel 1224 decise di creare la prima Natività come era veramente descritta nella Bibbia. In Francia si chiama Crèche, in Germania Krippe, in Spagna e America Latina si chiama Nacimiento, nella Repubblica Ceca si dice Jeslicky, in Brasile si dice Pesebre, e in Costa Rica si dice Portal.

La leggenda dell’Agrifoglio ricorda un piccolo orfanello che viveva presso alcuni pastori, quando gli angeli araldi apparvero annunciando la lieta novella della nascita di Cristo. Sulla via di Betlemme, il bimbo intrecciò una corona di rami d’alloro per il neonato re. Anche in questo caso, la corona gli sembrò così indegna che il pastorello si vergognò del suo dono e cominciò a piangere. Allora Gesù Bambino toccò la corona, fece in modo che le sue foglie brillassero di un verde intenso e cambiò le lacrime dell’orfanello in bacche rosse.

Il bastoncino di zucchero è stato a lungo un simbolo del Natale. E’ fatto di caramello solido perché Gesù è la solida roccia su cui sono costruite le nostre vite (Matt 16:18). Al caramello diede la forma di una “J” per Jesus (Gesù in inglese) (Atti 4:12), mentre per altri è la forma di un bastone da pastore, perché Gesù è il nostro pastore (Giovanni 10:11). I colori sono stati scelti anche per rappresentare l’importanza di Gesù: il bianco per la purezza e l’assenza di peccato in Gesù (Heb 4:15). Il sapore del bastoncino è di menta piperita che è simile all’issopo, usata nel Vecchio Testamento per purificare e sacrificare.

La leggenda del Pettirosso invece narra di un piccolo uccello marrone che durante la fredda notte di Betlemme tenne vivo il fuoco per la Sacra famiglia con il suo sbatter d’ali. Il suo premio fu la pettorina rossa che dà il nome al bel volatile.

…e poi ci sono le palline colorate, che ricordano le abilità di un giocoliere che regalò gioia a Gesù e le campane di Natale che ricordano un bimbo cieco che capì dov’era Gesù sentendo il suono delle campane degli animali dei pastori che accorrevano dal Santo Bambino.

Vi abbiamo ispirato? Speriamo di Sì!

 

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